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Le uniche ricchezze di Firenze non sono solo all’interno dei
musei ma si possono ammirare anche negli edifici del centro
come ad esempio la torre del Palazzo Vecchio, la Cupola del
Duomo, Piazza della Signoria.
Firenze può essere considerata un unico museo perché in ogni
angolo della città si può ammirare qualcosa di storico poiché
tutti gli artisti di fama nazionale e mondiale hanno dato un
contributo a questa magnifica città (Luca della Robbia,
Lorenzo Ghiberti, Nanni di Banco, Verrocchio, Masolino e tanti
altri).
Quest’attrazione viene accentuata dalla fama dei prodotti
artigianali fiorentini e dal fatto che Firenze divide con Roma
il ruolo di capitale della moda. è anche un centro
industriale, mentre le università ed altre istituzioni tengono
vive le sue tradizioni culturali.
Sono ancora attive quelle botteghe del passato che hanno
mantenuto intatto il metodo di lavorazione artigianale dei
loro prodotti, rendendo Firenze unica anche sotto
quest’aspetto.
Possiamo ammirare la bellezza di Firenze uscendo anche dal
centro storico procedendo verso le colline dove troviamo
ulivi, vigne e giardini coi neri cipressi.
In una di queste colline s’innalza l’Impruneta, un centro di
devozione contadina e urbana.
Il Santuario possiede un piccolo museo di argenteria che la
famiglia dei Medici avevano donato alla Vergine protettrice di
Firenze ed alla stessa casata.
Se andiamo nella conca di Firenze ci accoglie Prato, dove
spicca il Duomo gotico, il Palazzo Pretorio ed il Castello, ma
è anche uno dei maggiori centri dell’industria laniera
italiana.
Lucca conserva la cinta murata del cinquecento e bei monumenti
medievali.
Nell’altra valle del Serchio troviamo Castelvecchio dove si fa
omaggio alla tomba di Giovanni Pascoli che trascorse qui i
suoi ultimi anni.
Dalla valle del Serchio possiamo attraversare, con una strada
panoramica, le Alpi Apuane arrivando in Versilia, nella
valletta di Valdicastello dove ci attende la casa del poeta
Giosuè Carducci.
Numerose le opere e i monumenti che rendono Pisa città d’arte
come la Piazza dei Miracoli; il Palazzo dei Cavalieri, opera
del Vasari; la chiesa dei Cavalieri di Malta; la Torre del
Conte Ugolino; la chiesa della Spina, un gioiello del Gotico
pisano; la basilica di San Pietro a Grado e tanti altri.
Il più famoso monumento resta la Piazza dei Miracoli che
comprende il Duomo, la Torre Pendente che rappresenta il
campanile della cattedrale iniziata da Bonanno Pisano nel 1173
e terminata nel 1350.
L’inclinazione che oggi raggiunge i cinque gradi è dovuta alla
natura del terreno particolarmente argilloso.
È formata da sei ordini di logge e si raggiunge la cima
attraverso 294 gradini.
Infine la Piazza contiene pure il Battistero costruito in
stile romanico-pisano nella parte inferiore, e gotica nella
superiore.
Il Camposanto è invece opera di Giovanni de Simone e risale
agli anni ottanta del XIII secolo.
Prende importanza il suo centro storico ricco di testimonianze
del passato, si possono ancora attraversare stradine e vicoli
suggestivi che conducono alle memorabili piazze con i loro
edifici prima citati, oppure ci si può rilassare alla tenuta
di San Rossone con i sui pini verdissimi e la fauna esotica
creata dai Lorena.
D’Annunzio la cantò anche nelle sue poesie, la più conosciuta
è “La pioggia nel pineto” tratta dall’Alcione, ispirandosi
alla selva di Migliarino-San Rossone
La comparsa di Galileo portò la scienza moderna a Pisa;
infatti oggi è riconosciuta come la seconda città d’Italia che
possiede il più importante Consiglio Nazionale delle Ricerche
insieme con altri istituti come l’Università nella quale
insegnò lo stesso Galileo, la Scuola Normale fondata nel 1813
da Napoleone.
Pisa possiede l’unico museo italiano di Bacini islamici , il
Museo San Matteo, nel quale sono raccolte centinaia di
ceramiche di provenienza araba.
Molte di queste sono state staccate dalle facciate di
monumenti, chiese, campanili, oppure trovate interrate sotto
le macerie.
Grosseto ha un’origine antica ma si è sviluppata modernamente
come centro amministrativo e commerciale della Maremma
bonificata.
Il nucleo conserva ancora la cerchia murata del Cinquecento.
Siena è l’insieme di palazzi e di chiese medievali d’alto
valore artistico che fu originariamente etrusca e poi romana.
Città d’arte e di cultura, Siena è visitata da forti correnti
turistiche attratte dal suo Duomo, dai suoi musei e dalla sua
Piazza del Campo dove ogni anno si corre il caratteristico
palio di Siena, una rievocazione storica di gran fascino che
rese famosa la città in tutto il mondo.
La città è formata da sette chilometri di mura che la
circondano e che la isolano dal resto del mondo.
Arroccata su tre colli, è considerata diversa da tutte le
altre provincie della Toscana perché formata da borghi antichi
tutti speciali e frazionata in diciassette contrade.
Grande gloria di Siena è la pittura di Duccio, Simone Martini
e i Lorenzetti.
Il primo ha lasciato la grande Maestà dipinta dal 1308 al 1311
per l’altare maggiore del Duomo di Siena.
Anche Simone martini dipinse una Maestà ma destinata per il
Palazzo Pubblico realizzata nel 1315.
Davanti a questa dipinse la figura del condottiero Guido
Riccio, mentre per il Duomo compì l’Annunciazione nel 1333.
Se vogliamo ammirare opere in chiave più moderna dobbiamo
spostarci nella chiesa di S. Maria della Scala e osservare gli
affreschi compiuti dai fratelli Lorenzetti, oppure sempre nel
Palazzo Pubblico gli affreschi del Buono e del Cattivo
Governo.
Arezzo patria di Francesco Petrarca, è un’antica città di
origine etrusca ricca di monumenti.
Ammirandola da lontano sembra piena di fascino e mistero
racchiusa nelle sua mura e costruita su una collina ma una
volta oltrepassate queste, si perde nel banale e nell’asprezza
delle sue costruzioni moderne.
Per acquistare di nuovo attrazione basta risalirla fino alla
Pieve dove si ritrova lo stilismo etrusco, romano e medievale.
Città quindi piena di contrasti marcati ancor più dagli
affreschi di Piero della Francesca e dal Campanile delle Cento
Buche
Il rigore si affievolisce anche lungo la strada per
Sansepolcro chiamata Libbia, immersa in verde pastoso dove un
tempo transitarono personaggi illustri come Piero della
Francesca, Vasari, Signorelli e Petrarca.
La tradizione è invece ripresa ad Anghiari dove il folklore
delle cose antiche esiste ancora.
Non dimentichiamoci delle pittura e dei monumenti che ce ne
sono a volontà come il loggiato in Piazza Grande, la
Predicazione di san Giovanni al Museo Diocesano, la Maddalena
nel Duomo e la leggenda della Croce nella Basilica di San
Francesco compiuti da Piero della Francesca; lo splendido
polittico di Piero Lorenzetti all’interno della Pieve di Santa
Maria, una delle più belle della Toscana costruita interamente
in arenaria nella seconda metà del 1100; ad Andrea Ammanati
appartiene la chiesa di S. Maria in Gradi e di Andrea della
Robbia la Madonna del Soccorso.
Del periodo etrusco è rimasto ben poco: la struttura
dell’Anfiteatro in arenaria, laterizi e marmi e l’ex Monastero
di San Bernardo ora Museo Archeologico.
Nel campo letterario non possiamo ricordarla solo come città
natale del Petrarca, ma anche dell’Aretino il più infamato e
famigerato degli scrittori classici italiani.
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