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La Sicilia è una stupenda isola dove lo Stretto di Messina,
che la separa dalla Penisola Italiana, ha una larghezza minima
di tre chilometri e mezzo.
Questo stretto è animato giorno e notte dall’intenso traffico
delle navi-traghetto, impiegate per il trasportato merci,
passeggeri come impiegati, studenti, operai e turisti, che
uniscono così le due sponde.
Lo Stretto è percorso da due correnti che anticamente erano
temute dalle piccole imbarcazioni; furono proprio i vortici,
che queste creavano, a far nascere la leggenda di Scilla e
Cariddi, i due mostri marini che distruggevano le barche e
inghiottivano i passeggeri.
L’isola è quindi ricca di storia non solo dettata da queste
leggende, ma pure per l’incontro di genti diverse che la
popolarono come Fenici, Greci, Romani, Arabi, Normanni, Svevi,
Aragonesi e altri, contribuendo à questo territorio un
patrimonio artistico e culturale rilevante che, unito a
mitezza del clima e dal bel paesaggio, ne fa meta di tanti
turisti.
Questa è la più vasta regione italiana e la maggiore isola del
Mediterraneo.
È bagnata da tre mari: M. Tirreno, M. di Sicilia, M. Ionio, a
quest’ultimo appartiene lo Stretto.
Dalla Sicilia dipendono varie isole minori, ovvero le Isole
Eolie, Ustica, le Egadi, e le più lontane Pantelleria e
Palàgie.
Le coste tirreniche e ioniche sono basse ma accompagnate da
vicino dalle montagne che spesso raggiungono il mare, piatte e
uniformi sono le coste sul Mare di Sicilia.
Si divide in tre versanti: del Tirreno, dello Ionio e del M.
di Sicilia.
Il versante tirrenico è il più stretto perché parallele alla
costa corrono le catene dell’Appennino Siculo: Monti
Peloritani, Nèbrodi o Caronìe, Madonìe ed altre minori.
Il versante ionico comprende il fianco orientale dei
Peloritani, l’apparato vulcanico dell’Etna, la piana di
Catania, la parte orientale dei Monti Iblèi.
L’Etna è il più grande vulcano italiano, è caratterizzato da
un vasto cratere centrale, circondato da vari crateri
secondari.
Il versante sud-occidentale, prospiciente al M. di Sicilia, è
occupato da una monotona distesa di Altopiani.
La Pina di Catania è la più vasta pianura dell’Isola, seconda
è la Conca d’Oro (Palermo), seguita da latri lembi
pianeggianti costieri.
Oltre all’Etna la Sicilia possiede i due vulcani attivi delle
Isole Eolie: Stromboli e Vulcano.
Un Vulcano sottomarino nel 1831 fece emergere in pochi giorni
un’isola , cui venne dato il nome di Giulia o Ferdinandea.
Cessata l’eruzione l’isola, demolita dal mare, scomparve con
la stessa rapidità con cui era nata.
Accanto al vulcanesimo va ricordata la sismicità, che
contraddistingue il versante ionico della Sicilia.
La mitezza delle temperature invernali e la luminosità del
cielo sono due caratteristiche del clima siciliano.
Il clima mediterraneo presenta, però, l’inconveniente di una
piovosità troppo scarsa e concentrata nel semestre freddo.
Questo fatto rende stentata la vegetazione ed ostacola
l’allevamento del bestiame.
Tra i fiumi, asciutti per buona parte dell’anno, primeggiano
l’Alcàntara e il Simèto nel versante ionico; il Salso, il
Plàtani e il Bèlice nel versante del M.di Sicilia.
Nel versante tirrenico i corsi sono più brevi.
Scarseggiano i laghi. Oltre a quello di Pergusa, nel cuore
dell’isola, e a quello di Lentini, prosciugato, merita un
cenno il bacino artificiale di Guadalami.
Grazie alla dolcezza del clima sono diffuse in Sicilia le
piante sempreverdi della vegetazione mediterranea, alle quali
l’uomo ha aggiunto coltivazioni tropicali come quelle degli
agrumi e in scala ridotta, del cotone e del banano.
Le provincie sono nove: Palermo, Messina, Catania, Siracusa,
Ragusa, Enna, Caltanissetta, Agrigento, Trapani.
Nel settore dell’agricoltura lo stato ha promosso le opere di
irrigazione artificiale, mentre con la riforma fondiaria ha
provocato la divisione dei latifondi in aziende più piccole e
numerose, coltivate direttamente dai proprietari.
L’isola, che nell’antichità era celebrata come il granaio di
Roma, figura fra le maggiori regioni italiane per la
produzione di frumento. Si raccolgono anche orzo, avena,
ortaggi. La grande ricchezza della Sicilia è costituita dagli
agrumi. Buona è anche la produzione di vino, dell’olio e della
frutta. Importante è pura la pesca, alcune “speciali” come
quella del tonno e del pesce spada.
Numerosi sono i porti, tra i quali primeggia per la quantità
delle merci sbarcate e imbarcate quello di Augusta, che però è
essenzialmente petrolifero.
Un traffico più vario hanno Palermo, Catania, Messina,
Trapani, Siracusa. Palermo e Catania sono notevoli anche come
aeroporti.
Il turismo può contare su attrattive impareggiabili: decine di
città artistiche a vivaci, lunghe spiagge soleggiate, l’enorme
mole dell’Etna, stazioni climatiche che ignorano l’inverno,
mirabili monumenti archeologici dell’età classica
La maggior parte dei viaggiatori che giungono in Sicilia,
sbarca a Messina. Antica città di origine greca, ha un aspetto
modernissimo, sia per lo stile degli edifici sia per il
tracciato delle sue vie ampie e rettilinee.
Ciò dipende dal fatto che la città fu ricostruita dopo le
distruzioni dal terremoto del 1908 e dopo i bombardamenti
della seconda guerra mondiale.
Grazie al suo bel porto naturale, fiorì in età antica come
centro marittimo e commerciale, ma decadde nel Seicento.
Oggi il continuo sviluppo dei traffici le imprime una
crescente vitalità, dalla sua annuale fiera e dalla sua
frequentata Università.
Al versante ionico della provincia di Messina appartiene
Taormina, cittadina celebre per le bellezze naturali, la
mitezza del clima e gli antichi monumenti, dalla quale si gode
il panorama incomparabile del mare e dell’Etna.
Essa è divenuta perciò una stazione turistica di fama
internazionale.
Una visita alle isole Eolie resta indimenticabile, soprattutto
per l’attività eruttiva di Stromboli, una piramide alta 900 m.
sul mare, dalla cui sommità precipitano nelle acque lave,
lapilli e scorie incandescenti.
L’etimologia di Catania dovrebbe essere Catetna. Ossia posta
alle falde dell’Etna.
Vulcano questo, che ha lasciato, per le tante eruzioni, un
segno tangibile nei grandi ammassi li lava sia all’interno che
fuori della città.
La campagna circumcatanese è oggi coltivata, per grandi
estensioni verdeggianti, ad aranceti, mandarini e limoneti.
Casa natale di illustri personaggi come Giovanni verga, Luigi
Capuana, Federico de Roberto
A Catania furono molte le famiglie di “pupari”, ovvero grandi
teatrini che mettevano in scena storie esagerate, un po’
spaccone.
I pupi erano mossi da aste di ferro in modo disarticolato;
ogni angolo di Catania è un teatro, un palcoscenico naturale.
Il mare di Palermo, affiancato dalla montagna, costituisce un
magnifico paesaggio ma per quanto bello non è tutto quello che
si può ammirare in questa fantastica isola pina di storia e
cultura.
La capitale della Sicilia ha un intensa attività musicale, è
uno dei centri di produzione musicale più importante d’Italia.
La sede principale della musica è il Teatro Massimo.
Comparve per la prima volta nella corte di Federico II la
poesia volgare e la musica profana.
Nel medioevo la musica visse di riflessi e sopravvivenze.
Sopravvivenze nel canto popolare di era semitico, e riflessi
nella pratica polifonica.
Il Cinquecento segna la ripresa della vita civile e in Sicilia
ecco “l’atto della Pinta”, grande spettacolo popolare che
percorre il melodramma e che i vicerè ripetono sino al 1601.
La scuola polifonica siciliana che coltiva il madrigale, la
forma musicale più in voga nel secolo Cinquecento.
Le cronache ricordano anche la prima rappresentazione
operistica a Palermo, quando una compagnia napoletana presenta
una versione dello Xerse di Francesco Cavalli.
Siamo nel 1658, pochi anni dopo nasce a Palermo Alessandro
Scarlatti, il musicista che dominerà la vita musicale europea
fino a tutto il primo quarto del Settecento.
Ora la musica è presente in tutto, in ogni occasione, feste,
eventi e nella vita comune.
Sorgono vari teatri come quello si Santa Cecilia e il
Politeama.
La provincia di Trapani comprende la parte più occidentale
della Sicilia con le vicine Isole Egadi e la lontana
Pantelleria.
Trapani si protende sul mare su una stretta penisola con un
aspetto prevalentemente moderno.
Su un monte che domina trapani, sorge a 750 m d’altitudine, la
cittadina di Erice che merita di essere visitata oltre che per
la sua atmosfera medievale, anche per la vastità del panorama
che si stende sul Canale di Sicilia e sulla parte occidentale
dell’Isola.
Marsala situata presso il Capo Lilibeo suscita il ricordo
dello sbarco dei Mille. Ma il suo nome è noto anche per il
pregiato vino aromatico con i tanti stabilimenti.
Alla provincia di Agrigento appartengono molte cittadine
specializzate nel commercio dello zolfo, oltre alle Isole
Pelàgie, più vicine all’Africa che alla Sicilia.
Da centro granario la città di Caltanissetta veniva ad
assumere i tratti specifici del paese minerario all’inizio del
XIX secolo, in corrispondenza dello sfruttamento dei bacini
zolfiferi, finché il declino dell’attività accompagnato
dall’esaurirsi del monopolio naturale nella metà del XX
secolo, modificarono nuovamente l’assetto della città.
Agricoltura, industria e terziario hanno creato, in una
successione cronologica, nuovi profili economici della città.
Oggi l’economia di Caltanissetta non è delle migliori, ma ci
sono grandi basi per portarla a livello internazionale.
Si è iniziato con la collaborazione dell’ItalExpo di
Washington, con la nascita di una grande industria che produce
batterie, ora la città punterà sull’artigianato, che svolge un
ruolo importante dato dall’alto numero di ditte e società che
già operano nel settore. Ma la molla determinante, per
innalzare l’economia, restano i collegamenti economici con gli
Stati Uniti
Sul versante dei Monti Iblèi, che digrada verso il Mare di
Sicilia, sorge in posizione elevata la città di Ragusa.
Nella provincia troviamo Modica, con bei palazzi barocchi;
altre cittadine sono Còsimo e Vittoria.
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