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Palermo
Ruggero rinnovò profondamente la sua reggia immergendo nel
verde della cittadella palermitana i turriti suoi palazzi, la
splendida Cappella Palatina, la Torre Pisana e la Gioaria,
quest’ultima con la Sala di Ruggero scintillante di mosaici di
soggetto secolare.
Nella Cappella Palatina la cultura pittorica bizantina
s’inserisce e vive in un ambiente architettonico musulmano.
Nelle piccole chiese di età ruggeriana, S. Giovanni degli
Eremiti, S. Maria dell’Ammiraglio, la Trinità di Delia, la
geometria esprime le sue valenze poetiche attingendo
l’orizzonte del sublime metafisico
San Giovanni degli eremiti
Sono organismi architettonici in cui le simmetrie speculari,
l’acutezza delle superfici murarie, la ripetuta iterazione dei
movimenti decorativi hanno l’invariabilità tutta astratta
della perfezione.
La Cattedrale di Cefalù di Monreale e di Palermo sono dei
vertici della creatività architettonica musulmana a servizio
della ritualità cristiana.
Il complesso monrealese è sospeso a mezza costa di un monte
che s’affaccia sulla conca d’Oro, di grande importanza
architettoniche va ricordata pure la Zisa.
Nella grande denominazione araba, Palermo era una città di
grandi giardini profumati.
La grande meraviglia era il Genoard, il paradiso terrestre con
narcisi fino alle pendici dei monti.
Tuttora sono visibili questi belli giardini che appartengono a
ville del Settecento e Ottocento, sulle quali svettano grandi
palme immerse in un verde esotico, tropicale e mediterraneo
come Villa Niscemi, Whitaker, Giulia.
Pure la Zisa era circondata dal Genoard come del resto anche
la Cuba, altra costruzione araba voluta dal normanno Guglielmo
II. Tutti questi giardini purtroppo sono scomparsi.
L’Orto Botanico è un autentico eccelso giardino dove crescono
con impressionante facilità le più bizzarre e impensabili
piante esotiche
Innumerevoli sono le vie che rivestono grande importanza come
“Via Ruggero Settimo” nella Palermo moderna, gremita di bei
negozi e arriva fino al Teatro Massimo.
“Via Maqueda” che accoglie i barocchissimi “Quattro Canti”, si
arriva poi a “Corso Vittorio Emanuele”, quindi in Piazza
Pretoria con la sua magnifica Fontana “delle vergogne”, da qui
si può giungere anche a casa Professa e alla Martorana con i
suoi mosaici scintillanti e per finire San Cataldo.
La meta più ambita e la Cattedrale gotico-catalana, e i
palazzi barocchi in via di Corso Vittorio Emanuele.
Qui è visibile la Piazza Bologni che accoglie il Palazzo
Villafranca, da questa via si raggiunge, attraverso
deviazioni, il famoso mercato della Vucciria di Palermo dove
si possono trovare sui banconi ogni tipo di alimento dal pesce
alla carne, dagli ortaggi alla frutta e per finire i dolci
classici siciliani come cannoli, pannotti, cassatine pasta
reale.
L’emblema della città di Catania l’elefante detto “liotru” che
si può ammirare in Piazza del Duomo quasi chiusa completamente
dalla Cattedrale.
Questo simbolo indica saggezza, forza e pazienza.
Un altro monumento singolare per la curiosa architettura, è il
Castello di Ursino voluto da Federico II.
In “Via Crociferi” si può ammirare il miglio barocco
siciliano, il bel giardino Bellini ricco di gazebi, piazzali e
alberi esotici.
Questa via è stata ricostruita dopo il terremoto del 1693, con
questo si spiega perché la Catania di oggi è la più
settecentesca di tutta la Sicilia.
La trasformazione è dovuta, in buona parte, da Giovanni
Battista Vaccarini, architetto palermitano autore della
facciata del Duomo, del municipio, di chiese, palazzi patrizi
e della Fontana con l’elefante e san Giuliano, una delle opere
più significative dell’architetto.
Successivamente a Vaccarini lavorò Francesco e Sebastiano
Ittar.
Anche Caltanissetta accoglie nelle sue vie e nelle sue piazze
innumerevoli monumenti gremiti di storia e fascino.
Si potrebbe iniziare il Tour da Piazza Garibaldi, il cuore
storico della città, dove si incrociano le due arterie
principali: Corso Umberto I e Corso Vittorio Emanuele.
Subito da visitare è la Cattedrale, S. Sebastiano, la Chiesa
di Sant’Agata al Collegio. Un giro al Caratteristico quartiere
de Gli Angeli, è obbligatorio, dove lo schema urbano è ancora
medievale; e ancora la chiesa di San Domenico e alle Rupe
sempre di San Domenico e i ruderi dell’arabo Castello di
Pietrarossa.
Possiede pure musei come quello archeologico e ovviamente il
museo della Zolfara.
Entriamo ora nel cuore di Siracusa formato di tufo color
miele, entriamo nella sua parte orientale, nello spazio a
forma di occhio, nella Piazza del Duomo di Siracusa, dove
regna la signora della luce e della vista: Santa Lucia; nel
trionfo barocco di mura cristiane, nelle greche colonne di
pura geometria dov’è incastonato l’antico tempio di Atena, le
dea dell’ulivo, dell’olio, della luce e dell’intelligenza.
Il Teatro greco di Siracusa accoglie ogni giorno miriadi di
visitatori, ugualmente il culto recente della Madonna delle
Lagrime.
Nel 1988 fu istituito il magnifico Museo Archeologico che in
una moderna esposizione contiene tutti reperti venuti alla
luce nel territorio siciliano e soprattutto di Siracusa.
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