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Torino nel medioevo fu sottomesso comune; depressa
economicamente, culturalmente e politicamente fino alla metà
del Cinquecento.
Fu ingrandita con Carlo Emanuele I, che la rese adeguata al
resto d’Europa; Ascanio Vitozzi definì un nuovo centro e
costruì altre strade principali; Amedeo Castellamonte estese
il perimetro, rinforzò la struttura e progettò il solenne
palazzo che poi fu reale, insieme alla Piazza San Carlo.
Assunse il comando, nel 1660, Guarino Guarini un frate
architetto, con lui la città di Torino s’avviò a diventare una
capitale del tardo-barocco europeo: eresse la Cappella della
Sindone nella Cattedrale, la chiesa di San Lorenzo e il
Palazzo Carignano.
La vera avventura urbanistica iniziò con Javura, il più grande
architetto europeo che trasformò Torino in una città dinastica
e una corte.
La Basilica di Superga, mausoleo dei Savoia, si vedeva da ogni
parte della città; di straordinaria bellezza, possiede
all’interno la Cappella della Vergine, meta di molti
pellegrinaggi, e le tombe dei Savoia.
Da visitare c’è ancora Palazzo Madama, l’Armeria Reale,
l’Accademia, il Duomo con la Sindone e il Cottolengo.
Accoglie pure il Museo Egizio, il maggiore dopo quello del
Cairo, poi il Museo di Antichità e la Galleria d’Arte Moderna
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