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La cucina lombarda è resa celebre dal riso allo zafferano, dal
minestrone, dalla cotoletta alla milanese, da una scelta di
formaggi e salumi, nonché dal panettone e dai vini.
Tuttavia, ciò che maggiormente colpisce è che la Lombardia
rappresenta la regione economicamente più sviluppata.
Nella cucina tipica bergamasca troviamo polenta compatta da
mangiarsi con coltello e forchetta, oppure anche in versione
dolce con sopra una spolverata di zucchero; i casoncelli
ovvero ravioli ripieni di mandorle, uvetta, amaretti con
parmigiano, pangrattato, uovo e burro.
Nella tradizione antica troviamo il pancotto composto di
tranci di pane cotto in acqua o brodo di carne insaporito con
salvia.
Viene anche prodotto un formaggio buonissimo denominato il
Formai du Mut.
Nella gastronomia di Brescia troviamo il “cuz”, ossia uno
spezzatino di pecora fatto cuocere nel suo grasso con poca
acqua e poco sale per cinque ore.
Cremona può anche vantarsi di una sua specialità dolciaria: il
torrone.
I piatti tipici di Mantova uniscono la tradizione gastronomica
emiliana con quella lombardo-veneta.
Possiamo degustare antipasti di saporiti salumi, oppure
svariati primi piatti come tagliatelle, agnolini, tortellini
alla zucca, risotto con salamella, continuando con i secondi
possiamo assaggiare squisite carni di maiale, faraona, anatra
muta, cappone lesso e lo stracotto d’asino.
Per finire, tra una portata e l’altra non possiamo non
assaggiare il fantastico lambrusco, vino tipico mantovano; che
dire quindi? Buon appetito!
Lungo le sponde del Lago di Como, si possono gustare risotti
al pesce persico, missultini, cioè pescetti Bianchi con il
nome scientifico d’agoni.
Dominata nel corso dei secoli da spagnoli, francesi, austriaci
e piemontesi, regione di grandi spazi con una produzione
agricola differenziata, la Lombardia ha una cucina molto varia
priva di un vero denominatore comune, né poteva essere
altrimenti in un regione dove la parlata ed i nomi delle
stesse pietanze cambiano ogni trenta chilometri.
Possiamo però isolare alcuni elementi comuni come: il riso, la
polenta, le paste ripiene, le carni ed il pesce, i formaggi ed
i vini.
Il riso fu introdotto in epoca viscontea alla fine del XV sec.
Nella pianura il risotto viene preparato in molti modi
diversi: con le verze, la zucca, i piselli, con le rane, le
lumache, la salsiccia, il pesce, i gamberi di fiume.
Conosciuto in tutto il mondo il risotto giallo alla milanese
fatto con lo zafferano, la cui nascita è avvolta nella
leggenda, unito all'ossobuco.
Grande è anche la tradizione delle paste ripiene dei più
disparati ingredienti: carne e verdura, cappone bollito e
formaggio fino ai più complessi come i casoncelli del
bergamasco e bresciano fatti con spinaci, uova, formaggio,
amaretti e mollica di pane. Specialità della Valtellina sono i
pizzoccheri, grosse tagliatelle di grano saraceno condite con
verze, molto burro e formaggio filante e la polenta taragna.
Della polenta, piatto essenziale della cucina rurale, se ne
trovano tante varietà quante sono le provincie.
Dalla cucina rurale più povera nasce nel tardo medioevo il
cotechino; è invece di origine spagnola la cassouela che
utilizza i tagli meno nobili di carne suina mischiati a verza
croccante.
Bolliti, stufati, arrosti insieme al pollo, tacchino ed oca
hanno un posto di rilievo nella cucina regionale assieme ai
piatti poveri basati su frattaglie come la zuppa di trippo e
l'ossobuco. Nella cucina di una regione ricca di acque ha
naturalmente una forte presenza il pesce d'acqua dolce.
Dalla zona alpina e dal ticinese e poi ancora nella pianura è
vastissima la produzione di formaggi; ogni valle e quasi ogni
città ha il proprio formaggio tipico cosi come il suo dolce.
PIZZETTE AL GORGONZOLA
RISOTTO ALLA MILANESE
OSSO BUCHI ALLA MILANESE
FUNGHI IMPANATI
CREMA AL MASCARPONE
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