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La regione,
abitata dagli Etruschi e dai Galli, fu conquistata due secoli
avanti Cristo dai Romani.
Dopo l’avvento dei Longobardi, la regione, contesa fra questi
ed i Bizantini, fu donata al Papato.
Nei secoli IX e X le città furono governate da vescovi-conti,
cui successero i comuni e quindi le signorie dei Ferrara e
degli Estensi.
Nel 1859 i ducati furono abbattuti e nel 1860 la Regione fu
annessa al nascente Stato Ialiano
V’è una strada che può essere il simbolo di tutta la città, si
tratta della Via Emilia.
Che una strada lunga 265 chilometri abbia tanta importanza,
potrà sembrare strano a prima vista, ma diventa perfettamente
logico quando si pensi che essa conta ventidue secoli ed
attraversa diagonalmente tutta la regione.
La Via Emilia, infatti, fu costruita nel 187 a. c. dal console
romano Marco Emilio Lepido, allo scopo di prolungare una
preesistente strada consolare, che congiungeva, e congiunge
ancora, Roma e Rimini passando per Spoleto (Umbria) e Fano
(Marche).
Bologna, essendo ricordata dal VI secolo a. C. con il nome
etrusco di Felsina, è una delle più grandi città italiane.
Dopo essere stata occupata dai Galli Boi, divenne colonia
romana nel II secolo A. C., col nome di Bononia.
Nel medioevo subì le invasioni barbariche finché Pipino, Re
dei Franchi, la donò al Papato.
Dopo il Mille divenne libero comune e, come tale partecipò
alla II Lega Lombarda.
Governata successivamente da varie signorie, passò nel 1513
allo Stato della Chiesa, cui appartenne fino al 1859, dopo
essersi sollevata più volte.
La città di Reggio attraversata dalla Via Emilia, fu collina
romana con il nome di Regium Lepidi.
All’epoca di Matilde di Canossa sorgevano torrioni di difesa,
pievi e ostelli, successivamente queste terre ebbero un
governatore molto illustre: Ludovico Ariosto.
Sono presenti anche luoghi parrocchiali per pellegrinaggi come
l’Eremo Benedettino della Pietra di Bismantova e il Monte
Ventaso.
Tipica epopea familiare reggiana è stata la famiglia
Franchetti, dove Raimondo dopo aver sposato Sara Luisa
Rotschild, si stabilì a Reggio acquistando tremila ettari di
terreno e diventò grande agrario e bonificatore.
Il figlio Alberto scelse una strada completamente diversa da
quella del padre, diventò musicista d’alto livello con
rappresentazioni alla Scala con artisti come Enrico Caruso e
Toscanini.
Suo figlio Raimondo junior divenne eroe della prima guerra
mondiale ed esploratore.
La figlia Afdera divenne una ricca rappresentante della Caffè
Society, ispiratrice di Hemingwai e moglie di Henri Fonda.
Nel passato di Parma si contano tanti illustri governatori;
importante figura è stata quella della duchessa Maria Luigia
d’Asburgo, figlia dell’imperatore d’Austria che andò in sposa
a Napoleone.
Era donna illuminata, ma ancor più di lei fu Elisabetta,
moglie di Filippo Borbone che successe ai Farnese nel 1749.
Parma ha vissuto tre grandi periodi storici: l’età comunale,
l’epoca del rinascimento e il periodo che va dal 1750 alla
fine del secolo con Elisabetta e Filippo di Borbone; periodo
questo di grande splendore e ricchezza che portò Parma ad una
dimensione culturale europea.
Molta importanza presero le manifestazioni in campo artistico,
teatrale, letterario, architettonico…
Vi erano quattro o cinque teatri che rappresentavano commedie
e opere che erano stati rappresentati a Parigi appena un mese
prima.
Altri secoli fondamentali per la cultura e l’arte sono stati
quelli che vanno dal 1100 al 1300 quando vi lavorò Benedetto
Antelami raggiungendo una suprema armonia fra scultura e
architettura.
Dopo questo periodo di assoluta floridezza iniziò un periodo
grigio di decadenza.
Uno dei teatri più importanti fu quello Regio dove tutto il
popolo partecipava alle rappresentazioni annullando ogni
differenza di classe sociale, dove poveri e ricchi
condividevano lo steso amore; quello di Giuseppe Verdi.
Inizialmente in questo teatro erano rappresentate solo le
opere del grande Verdi, ma i tempi sono cambiati ed ora vi
entrano tranquillamente anche Rossini, Massenet, Donizetti…
Si ricorda del passato anche i profumi di cucina che
provenivano dai retropalchi accompagnati dal famoso vino
locale, il Lambrusco, che accompagnava i festini dopo le
rappresentazioni.
Vicino a Piacenza sono stati trovati i resti di Spina, città
di origine Etrusca poi decaduta all’inizio dell’era volgare.
Ravenna fu al tempo dei Romani una grande città marittima, a
causa dell’arretramento del porto decadde.
Fu capitale dell’Impero d’Occidente e centro primario
dell’esarcato di Bisanzio.
È una città ricca di storia e cultura se pensiamo anche alla
partecipazione alle lotte risorgimentali ed al continuo
progresso economico avuto in ogni periodo, negli aspetti
dell’edilizia artistica dove fanno capo tantissimi monumenti
ma soprattutto i famosi mosaici che rappresentano l’incontro
fra l’arte bizantina e quella paleocristiana.
Il materiale usato per queste costruzioni era principalmente
il cotto, anche per le coperture, poiché zona paludosa.
Augusto in epoca romana fece costruire, il porto di Classe che
accoglieva la flotta di controllo per l’Adriatico, mentre
Claudio la cinse di mura per sconfiggere il progressivo
interramento delle paludi.
La città di Forlì si chiamava anticamente Forum Livii, per cui
i suoi abitanti si dicono Forlivesi.
Troviamo nella provincia Rimini, città umbro-etrusca, divenuta
romana nel III secolo a. C.; accanto ai reperti romani ne
custodisce altri rinascimentali.
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