EMILIA ROMAGNA
[Storia] [Arte] [Folklore] [Economia] [Prodotti tipici] [Industria]
[Artigianato] [Turismo] [Shopping] [Sito istituzionale]

 

Arte

 

A Rimini un Arco trionfale, innalzato nel 27 a.C. in onore d’Augusto, segna la congiunzione tra la Flaminia e l’Emilia.
La Via Emilia, percorrendo con un andamento quasi rettilineo la regione, ne costituisce la colonna vertebrale di tutta la sua vita economica e sociale.
Fra le dodici città emiliano-romagnole, ben dieci sono allineate lungo questa grand’arteria stradale, senza contare i centri intermedi.
Le principali città della regione hanno, nella Via Emilia, l’asse principale della pianta e si sono sviluppate intorno a questa; nel cuore di Bologna si può ammirare i resti della pavimentazione dell’antica via.
I quartieri centrali di Bologna sono formati da edifici in mattoni e da strade fiancheggiate da porticati.
Ariosi rioni moderni si spingono nella pianura e sui colli apenninici, dominati dal santuario di S. Luca.
I monumenti principali sono la cattedrale di S. Petronio, il Palazzo comunale, la due torri dalla Garisenda e degli Asinelli ed il palazzo della famosa università, la più antica d’Europa.
Tra i suoi figli illustri Bologna annovera Guglielmo Marconi, sepolto a Sasso Marconi.
Modena possiede un bel Duomo romanico (torre della Ghirlandina) un’antica Università ed un Palazzo Ducale, nel qual è ospitata l’Accademia Militare che prepara i nostri Ufficiali dell’esercito.
Nella pianura modenese visiteremo a Nonantola i resti della famosa Abbazia dell’VIII secolo che fu gran focolaio di cultura nel medioevo.
Reggio, è città di grande rilievo artistico e architettonico; ricordiamo il Civico Museo Lazzaro Spallanzani e di Storia Patria che si affaccia alla più importante piazza della città, vicino sorge anche il Teatro Municipale restaurato nel XVII secolo. I frati Minori Conventuali di San Francesco che lo abitavano dal 1255; di nuovo rimaneggiato nel corso del Quattrocento fu adibito a diverse funzioni.
Entrando nei palazzi dei Civici Musei si possono ammirare dei splendidi mosaici romani, le monete, i punzoni della zecca di Reggio e i corredi sepolcrali longobardi, trofei di caccia, cimeli indiani.
Si può ammirare anche un erbario appartenente a Filippo Re che racchiude in 158 teche migliaia di esemplari di piante e ancora crani di rinoceronte, scheletri di antilopi nelle raccolte di anatomia, accanto agli strumenti ottici dell’istologo Bonaventura Corti fino alle prime macchine per scrivere Olivetti.
La collezione di Gaetano Chierici arricchisce ancora di più i Civici Musei con materiali raccolti da un’eccezionale tomba eneolitica ad inumazione, con pugnali, punte di frecce in selce e la “Venere” di Chiozza una statuetta ricavata da un blocco di arenaria raffigurante una donna.
Nelle sale della Gliptoteca si possono ammirare i marmi le epigrafi, le decorazioni architettoniche di età romana e medievale, il magnifico portale di Palazzo Fontanelli; al piano superiore ci sono tessuti, armi, ceramiche, oreficeria e affreschi.
Reggio ha un’infinità di monumenti nascosti e non conosciuti come ad esempio la cinta muraria fatta sparire poco a poco nel corso del ‘900; e così anche le antiche porte della città negli anni ’50.
Un intero quartiere è stato smontato per essere sostituito da un edificio babilonese incomprensibile denominato Isolato San Rocco.
Tutto questo avviene perché la città di Reggio evita l’esibizione monumentale a grave danno però sia per la città che per i monumenti stessi.
C’è un palazzo quasi sconosciuto che è l’esempio più strepitoso del gotico reggiano: la torre somiglia ad un ago, può entrare solo una persona alla volta ed è impossibile chinarsi o sedersi.
Dentro il palazzo si trova una collezione di quadri antichi armature spagnole, arazzi, gioielli: ma tutto è falso.
Reggio Emilia insieme a Modena costituivano il Ducato Estense che si estendeva fino a Massa-Carrara e Lucca.
Parma possiede veri edifici d’importanza artistica, tra cui il Battistero del Trecento, a pianta ottagonale.
È sede di Università.
Nella parte occidentale della pianura parmense sorge il villaggio di Ròncole che è meta di molti turisti che vanno a visitare la casa i Giuseppe Verdi fino ad arrivare a Busseto, altra cittadina, che ospita il Museo Verdiano.
Ferrara possiede il grande Castello degli Estensi, la Cattedrale medievale ed altri palazzi parlano dell’illustre passato della città, è pure sede di Università.
Il Mausoleo a croce greca detto di Galla Placidia, di Ravenna è costruito su modelli orientali ed è stato costruito per la principessa costantinopolitana figlia di Teodosio.
Nei mosaici di Santa Apollinare Nuovo, basilica palatina di Teodorico, appaiono il Palazzo Imperiale e il Porto di Classe da cui partono due cortei di martiri e vergini che procedono fino alle immagini della Madonna e del Salvatore.
Il magnifico Battistero degli Ortodossi risale all’epoca teodoriciana; ispirato alle fabbriche cristiane è invece il Mausoleo in pietra d’Istria di Teodorico che sorge solitario e fuori dalla città dove sono accolte le spoglie del Re goto.
Con Giustiniano divenne, come già detto, capitale dell’Italia bizantina, nasce la fantastica architettura di S. Vitale dove appaiono le figure di Giustiniano e Teodorica nei mosaici del presbiterio, ricoperti di pietre preziose.
L’arte bizantina non si esaurisce qui, ma la ritroviamo anche in diversi frammenti musivi e arredi, rimasti a Ravenna dopo la razzia di Carlo Magno.
Affiancati ai bei campanili cilindrici costruiti fra il nono e il decimo secolo, troviamo anche le chiese cittadine di S. Maria Maggiore e S. Apollinare Nuovo.
La città però nasconde altre meraviglie come corti e chiostri, resti di monumenti antichi chiusi in giardini invalicabili e protetti, non sempre bene, da proprietà private.
Poi, nelle vie del centro, si possono trovare opere architettoniche, artistiche, decorative e scultoree, che non compaiono nemmeno nelle guide, ma che hanno ugualmente grande importanza come ad esempio Santo Spirito simbolo della religione ariana.
Curioso e affascinante è anche il reperto di una cassa conservata nella biblioteca Classense, che consiste nei ricordi che conservò Teresa Gamba Guiccioli, la giovanissima amante di Byron.
Grazie all’interesse artistico affiancato a bellissime pinete e centri balneari, si contano annualmente milioni di turisti che vengono ad ammirare la sua infinita bellezza.
La grande Basilica di S. Apollinare in Classe, che sorge a cinque chilometri da Ravenna, era circondata da una grandissima pineta ben diversa da quella odierna perché allora dominava la Farnia, una quercia dal legno molto robusto, mentre oggi troviamo il diffuso Pino italico.
L’esempio più bello di queste pinete o parchi, giunti a noi, è Punte Alberete una foresta allagata con grandi Salici Pioppi, Frassini, Farnie, Olmi, Ontani e tanti arbusti e fiori spettacolari.
Forte è il contrasto fra la città moderna e quella antica: i monumenti sono isolati e avulsi dal ritmo cittadino.
Nella provincia di Forlì si trovano numerosi centri di grande importanza come Cesena che ospita l’antica Biblioteca Malatestiana.