|
In Calabria l’artigianato è legato alla storia, alle
tradizioni, alla vita della gente e agli aspetti ambientali,
naturali e artistici. In poche altre regioni è così evidente
la coincidenza di artigianato e arte popolare con il
linguaggio spontaneo, semplice e autentico tramandato da
tradizioni millenarie.
La regione è da sempre molto ricca di produzioni artigianali:
alcune si sono perdute o trasformate, altre continuano ad
esistere, se pure in un discreto riserbo. In esse si
riconoscono le caratteristiche spirituali e pratiche di un
popolo che ha gelosamente conservato le proprie tradizioni: il
senso della famiglia, il gusto per le cose semplici e genuine,
l’ospitalità, la comunicatività, il culto di usanze e di
rituali. Dalla tessitura alla ceramica, dalla lavorazione dei
metalli a quella del legno, dai ricami all’oreficeria, ai
vetri, agli strumenti musicali, ogni angolo della Calabria
offre sorprese e suggerisce suggestive presenze.
Tale varietà di espressioni, pur nella multiformità degli
aspetti, ha un’intima coerenza. Un filo conduttore idealmente
collega tutti gli oggetti, conferisce loro i segni che li
fanno riconoscere come frutti di una stessa cultura: il senso
cromatico, l’uso di particolari tinte nelle terrecotte
smaltate, nelle coperte, negli arazzi; lo spirito della Magna
Grecia che aleggia nei volti delle ceramiche antropomorfe e
nei dolci figurati; la trasparenza del cielo e delle acque che
si riflette nei vetri soffiati, reminescenze di antiche
civiltà e religioni; simbolismi ed elementi rituali nei temi
decorativi della tessitura, della ceramica, dei lavori di
intreccio; l’osservazione attenta della natura e gli elementi
zoomorfi e fitomorfi riprodotti nell’intaglio del legno, nella
tessitura, nella ceramica.
Tipica dell’artigianato calabrese è l’utilizzazione di
elementi naturali: liste di legno di castagno da intrecciare
per realizzare stupendi cesti; legno e radici da intagliare
con il coltello per ingenue opere di arte pastorale; fibre di
ginestra da tessere su antichi telai per produrre rustici
tappeti che sembra si macchino, anche a distanza di anni,
durante l’epoca della fioritura; argilla che mani ricche di
antica sapienza plasmano sul tornio; lavorazioni di cesti di
castagno e dei crivelli, bellissimi cesti un tempo usati come
setacci e altri lavori di intreccio che utilizzano giunco,
ginestra, asfodelo, rafia, mirto, lentisco. Devozione e
religiosità popolare imprimono simboli religiosi nella
tessitura, sugli oggetti in corno e in legno incisi dai
pastori, sui ceri processionali, sui commoventi ex VOTO
|